nascosto sotto le coperte. la pioggia gelata batte un ritmo difficile da seguire. più in la, dai tetti, arriva la nenia di una zampogna natalizia, i miei pensieri giocano al torero e al toro. a volte ti serve un torero. delle altre un toro che carica. domani lascio milano.dopo sette anni. vorrei ringraziarla per quello che mi ha dato e per quello che mi ha tolto. lo faccio qui e qui ringrazio tutti a milano, uomini e donne che mi hanno tenuto per mano. torno in Sicilia.
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è il destino dell’ebreo errante, della beat generation, o l’irrequietezza di un bruce chatwin del XXI secolo. alcuni nascono così, cesare, e non possono farci niente. una volta sentii dire che “ognuno fa la vita che ha”, un po’ come ulisse in cerca della sua itaca. buon natale, vecchio mio.