commiato

nella mia stanza d’albergo

stamane

il sospiro ortodosso di Skopje

l’odore del kebab

e il fiato di rakija

parlavamo di musica

quando il chitarrista mi ha chiesto

dove fossi stato per tutta

la sua vita

Toni che imbraccia le corde

con gli ottoni degli zingari

e ha il sorriso dell’addio

mentre il fiume Varda si lascia attraversare

da un ponte di pietra

fino alla città turca

dove il vecchio liutaio

ricama la tampura

la zurla e

il tapan

affronterò il commiato

nella danza dello zoppo che sono

rubandovi un pezzo di felicità

che non saprò mai come ripagare

prima che l’Europa vi faccia a pezzi

amici miei di macedonia

 

cesare basile

 

Pubblicato in:  on 09/11/2009 at 15:25 Lascia un commento

Giovane, ubriaco e suonavo in una band di rock and roll

Mi ha svegliato la sete. Dopo non sono più riuscito a dormire. L’orologio sul cellulare segna le sei e mezza. Milano per strada è già in movimento. I tram. Le auto. Nessuna voce. Al mattino presto non si sentono le voci degli uomini a Milano. Solo le cose in movimento. La macchina ricomincia a battere e in lontananza l’eco di un martello su un tetto, da qualche parte. Alla ricerca del sonno mi trovo piuttosto a giocare una partita coi ricordi che improvvisamente si mettono a rimbalzarmi  nel cervello. E’ il festino dei blues. Quest’ora appartiene a loro. Piccoli e sguaiati spiritelli di vecchia compagnia. Mi portano in giro acquattati negli angoli di questa mansarda. Mio padre che mi aspetta alla stazione centrale di Milano, ventanni fa,era Settembre e faceva già freddo,era mattina presto. Io che ritorno da Berlino senza un soldo in tasca con il biglietto scroccato all’ambasciata Italiana.  Mi sposo, gli dico, mi sposo con una ragazza di Berlino Est che vuole andarsene via da quel posto.  L’ho sposata. Il Muro è caduto qualche mese dopo. L’unico matrimonio della mia vita si è consumato in un vecchio palazzo di Berlino Est insieme a gente che non avevo mai visto, come mia moglie del resto, conosciuta il giorno delle nozze. Mi aveva parlato di lei un’amica dell’Ovest. E io le avevo detto:certo che la sposo. Giovane, ubriaco e suonavo in una band di rock and roll. Non potevo non farlo. Avevo provato a incontrarla ma le guardie di frontiera mi avevano bloccato alla stazione della Friedrichstrasse, perquisito, trovato con in tasca una richiesta ufficiale di matrimonio con la mia firma. Dove hai conosciuto questa ragazza? Mi chiedono. A un concerto di Rod Stewart in Ungheria, rispondo. Sono rimasto chiuso in una stanza con tavolo e sedie bullonate al pavimento. Nudo e senza documenti. Ho preso due ceffoni e mi hanno rispedito indietro. Alla fine l’ho sposata. Ci eravamo scritti finte lettere d’amore per mesi a documentare la nostra relazione. La festa fu indimenticabile. Prenzlauerberg, Berlino Est,  affogava nella birra. Sono tornato a trovare mia moglie il giorno dopo. Non potevo fermarmi a dormire, avevo un permesso per il matrimonio che scadeva a mezzanotte. Sono tornato il giorno dopo e l’ho trovata seduta sul tetto insieme a un paio di amiche. Che fate quassù? Le ho chiesto. Ci veniamo sempre quassù sui tetti,mi dice,da quassù il Muro non è così alto. Poi abbiamo fatto l’amore. Io stavo appena cominciando a capire cos’era tutta quella storia.

cesare basile

Pubblicato in:  on 04/11/2009 at 08:21 Lascia un commento

con le sue parole

per Alda Merini

la giovinezza me la sono mangiata

non facevamo niente

non aspettavamo nessuno

eravamo entrati per morire

ma Dio mi ha assolta

e il Diavolo mi ha fatta uscire

non ho mai sognato un uomo nudo

tutti incravattati

dovevo avere un’innata castità

poi il male che viene dopo l’amore

ha serrato il dilemma

saremo comunque dei cretini sorridenti

o donne d’armi che

s’impiccano in cella

 

cesare basile

Pubblicato in:  on 02/11/2009 at 12:51 Lascia un commento

per cause da accertare

pensa se fossimo tutti morti per  “cause da accertare”. Dei cadaveri che si tengono il loro sudario sul volto perchè hanno vergogna di se stessi. Di come sono stati ridotti. La vittima che ha vergogna di ciò che è diventato il suo corpo, di come qualcuno ha macellato il suo corpo, l’agnello che cela la ferita…pensa se fossimo tutti morti per  “cause da accertare”…

cesare basile

Pubblicato in:  on 31/10/2009 at 11:13 Commenti (1)

di botte

Stefano Cucchi è morto ammazzato di botte. E’ morto come un tossico. Come muore la feccia. Come si muore ammazzati. Senza nessuno accanto. E gli è toccato  morire da cane mentre tutt’intorno i “signori” si dilettavano in chiacchiere, cazzi in culo e questione morale. Il potere è la vera questione morale che non abbiamo il coraggio di affrontare. L’esercizio del potere e i suoi esercizi.

cesare basile

Pubblicato in:  on 30/10/2009 at 16:34 Lascia un commento

Pensando a “Termopili” di Carver

Combatteremo all’ ombra
le ho detto alle Termopili
lisciandomi i capelli
con la brillantina
perché
morire d’ amore
non è che mezza morte
in fondo
e allora
facciamola completa

cesare basile

Pubblicato in:  on at 15:41 Commenti (2)

intro

honey moon 555…guardarsi intorno rigirando come pale di mulino a volte cadenzate dal vento che ti soffia dentro gli angoli come nei fori dell’armonica ancora una canzone priva di punteggiatura eppure scandita dal ritmo dell’ansia…

cesare basile

Pubblicato in:  on at 15:08 Commenti (1)