nella mia stanza d’albergo
stamane
il sospiro ortodosso di Skopje
l’odore del kebab
e il fiato di rakija
parlavamo di musica
quando il chitarrista mi ha chiesto
dove fossi stato per tutta
la sua vita
Toni che imbraccia le corde
con gli ottoni degli zingari
e ha il sorriso dell’addio
mentre il fiume Varda si lascia attraversare
da un ponte di pietra
fino alla città turca
dove il vecchio liutaio
ricama la tampura
la zurla e
il tapan
affronterò il commiato
nella danza dello zoppo che sono
rubandovi un pezzo di felicità
che non saprò mai come ripagare
prima che l’Europa vi faccia a pezzi
amici miei di macedonia
cesare basile
…guardarsi intorno rigirando come pale di mulino a volte cadenzate dal vento che ti soffia dentro gli angoli come nei fori dell’armonica ancora una canzone priva di punteggiatura eppure scandita dal ritmo dell’ansia…